Giudici di pace, 110mila nuove cause ed aumento della competenza

Scritto da Luciano Del Giudice on . Postato in News Legislative

Giudici di pace, 110mila nuove cause ed aumento della competenza

Ai giudici di pace 110mila nuove cause. Nel progetto del ministero sulla giustizia civile trova posto anche un aumento della competenza. Un esito di quell'innalzamento della qualificazione professionale cui punta la riforma dell'intera magistratura onoraria. Ai giudici di pace, secondo il disegno di legge delega, verranno affidate:

- le cause e i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia di condominio;

- i procedimenti di volontaria giurisdizione in materia di successione e comunione di maggiore semplicità;

- le cause in materia di diritti reali di maggiore semplicità;

- le cause relative a beni mobili di valore non superiore a 30mila euro;

- le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti di valore non

superiore a 50mila euro;

- altri procedimenti di volontaria giurisdizione di maggiore semplicità;

- i procedimenti di espropriazione mobiliare presso il debitore e di espropriazione di cose del debitore che  sono in possesso di terzi.

Un pacchetto di nuove attribuzioni che, secondo le stime del ministero, dovrebbe pesare per almeno 110mila procedimenti di cui 30mila di cognizione e il resto di volontaria giurisdizione.

Tra le novità del progetto merita anche di essere segnalata l'assegnazione annuale, da parte del ministero, di un budget a ogni tribunale e procura della Repubblica per la liquidazione delle indennità dei magistrati onorari. Con riferimento, in particolare, al tribunale, la preventiva conoscenza delle somme di cui può disporre dovrebbe permettere al presidente di assumere le decisioni necessarie a far sì che i giudici di pace (compresi i giudici onorari di tribunale) aumentino l'efficienza complessiva sia dell'ufficio del giudice di pace che del tribunale.

Ad esempio, spiega il ministero, se la durata dei processi innanzi al giudice di pace si attesta notevolmente al di sotto dei limiti previsti dalla legge Pinto, sarà indice di buona gestione la scelta del presidente di impiegare una parte delle energie lavorative dei magistrati addetti all'ufficio del giudice di pace per ridurre i tempi di definizione dei processi pendenti in tribunale.

Questa scelta legislativa dovrebbe anche far emergere le capacità gestionali dei capi degli uffici, anche
per l'impiego delle risorse.

Sul piano deontologico si prevede la conservazione di sospensione (per un periodo di 3 mesi) e revoca dall'incarico, ma vengono cancellati ammonimento e censura, non influenti, a differenza dei magistrati togati, in assenza di progressione in carriera.

Fonte: ilsole24ore.com