CASSAZIONE: AUTOVELOX NASCOSTO? UNA TRUFFA

Scritto da Luciano Del Giudice on . Postato in News Legislative

Ennesima sentenza della Cassazione sugli autovelox, la numero 22158 del 22 febbraio 2013, depositata il 23 maggio: può essere perseguita per truffa la società che fornisce e ed esegue il posizionamento dell'autovelox in auto in modo tale da essere occultati agli automobilisti.

SOTTO SEQUESTRO - Il problema del caso esaminato non è l'autovelox in sé, legale e omologato, ma l'uso illegittimo che ne viene fatto. Proprio per questo, ne è statto disposto il sequestro della strumentazione: la Cassazione ha respinto il ricorso del legale rappresentante contro la decisione del Tribunale del riesame di Cosenza che rigettava l'istanza di dissequestro e la richiesta di restituzione di sei apparecchi di rilevamento di velocità su strada, sottoposti a sequestro preventivo a seguito di un decreto del Gip del locale tribunale. Il ricorrente, secondo la Cassazione, è sanzionabile per il reato di truffa: la rilevazione della velocità attraverso gli strumenti posizionati in modo tale da essere occultati nelle vetture. Questo il succo della spiegazione (articolata e complessa) dei giudici: "Un bene avente natura lecita (in quanto regolarmente tarato e conforme ai paradigmi normativi) non può seguire la sorte processuale dei presunti autori che di quel bene hanno fatto un uso illecito". C'è quindi un rapporto di strumentalità tra i beni sequestrati e il reato di truffa per cui si procede, considerato che gli autovelox costituiscono lo strumento delle attività illecite accertate ed enunciate dall'accusa.

VECCHIA QUESTIONE - La sentenza della Cassazione fa seguito a numerose circolari, in particolare la direttiva Maroni dell'estate 2009: di recente, le associazioni dei consumatori hanno denunciato che, nonostante la direttiva emanata e strombazzata dal ministro dell'Interno Roberto Maroni lo scorso 21 agosto per disciplinare l'utilizzo degli strumenti di controllo della velocità, i Comuni continuano con la tecnica degli agguati a taglieggiare gli automobilisti, in aperta violazione del Codice della strada. Adusbef e Federconsumatori lo hanno ripetuto più volte: "Ci sono gravissimi abusi perpetrati dai Comuni che installano apparecchi rilevatori di velocità appaltati a società esterne non per prevenire gli incidenti, ma con l'unica finalità degli agguati da Far West per poter incassare enormi risorse sottratte agli ignari viaggiatori che hanno la sfortuna di passare sui loro territori". Ricordiamo che la gestione delle apparecchiature è affidata solo dagli operatori di Polizia, viene quindi escluso l'appalto dei servizi di accertamento a società private. Il controllo della velocità costituisce un servizio di polizia che non può essere delegato a imprese che noleggiano gli apparecchi.  Previsti, inoltre, controlli periodici di funzionalità degli apparecchi e le modalità di segnalazione della presenza delle postazioni di controllo; non saranno più possibili, quindi, appostamenti di pattuglie nascoste. Per una maggiore tutela della riservatezza, fotografie o riprese video devono essere trattate solo da personale degli organi di polizia incaricati al trattamento e alla gestione evitando accessi non autorizzati ai dati e alle immagini.

 

Fonte: sicurauto.it