04.09.07. - Mastella: ddl per cambiare esame avvocatura

Scritto da La Redazione on . Postato in News Legislative

Cambia l'esame per diventare avvocato. Ad annunciarlo un ddl di riforma è il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che durante la festa dell'Udeur, a Telese, punta il dito contro il «turismo delle correzioni» delle prove scritte per diventare avvocati.  «Bisogna evitare - ha detto il guardasigilli - che Milano corregga i compiti di Benevento e viceversa. Seppure vi sia l'urgenza, non presenterò un decreto legge ma un ddl. Ho già incontrato il presidente del consiglio nazionale forense, Guido Alpa, e incontrerò anche le altre organizzazioni a cui ho chiesto indicazioni su come pensano di fare scelte diverse.
Il sistema attuale - ha detto Mastella - non ha dato i risultati sperati». 
 
Obiettivo principale della riforma - precisa un comunicato di via Arenula - è rendere più rapide le procedure di selezione, ma anche evitare che possano esservi valutazioni diverse nella correzione degli elaborati e aggiornare l'elenco delle materie d'esame. «La scelta di intervenire sulle modalità di svolgimento delle prove d'esame per l'abilitazione alla professione forense - spiega il ministro Mastella - costituisce la risposta naturale all esigenza, particolarmente avvertita non solo nell ambito del mondo giudiziario, di assicurare che la selezione della futura classe forense avvenga sempre e davvero nel modo migliore».  «Lo scopo che s'intende raggiungere è in primo luogo quello di rendere più celere l'espletamento delle procedure di selezione - sottolinea il Guardasigilli -
A questo si affianca l'intenzione di mettere a punto un sistema idoneo a contenere il rischio di possibili valutazioni non omogenee nella correzione degli elaborati, connesse all'abbinamento fra Corti d'Appello per la correzione degli scritti, così come previsto dalla Legge del 2003 approvata durante la passata legislatura. Un'ulteriore esigenza è quella di procedere all'aggiornamento dell'elenco delle materie d'esame, operazione non più procrastinabile alla luce della continua evoluzione delle relazioni giuridiche fra i diversi paesi e della sempre più stretta relazione fra l'ordinamento interno e quello comunitario».
  

Fonte: Il Messaggero