09.09.2011. - L’ A. N. G. P. chiede al Parlamento di escludere l’entrata in vigore anticipata della mediazione per i procedimenti di competenza del Giudice di Pace -

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L’Associazione Nazionale Giudici di Pace denuncia che la mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali, anche per le cause di competenza del Giudice di Pace, è inutile e dannosa per i cittadini. Sul punto siamo d’accordo con l’avvocatura, in specie con l’OUA, guidata da Maurizio de Tilla.

Pertanto chiediamo che venga esclusa dalla legge di stabilità l’entrata in vigore anticipata delle materie prorogate a marzo del 2012 (condomini e incidenti stradali).

Inoltre si vorrebbero inserire nella legge di stabilità soluzioni-tampone, che il nostro sistema ha già conosciuto e che non hanno risolto in passato e non risolveranno in futuro il problema fondamentale della eccessiva durata del processo, quali l’ausiliario del giudice o “giudice della quarta età”. La misura si presenta assolutamente insufficiente. Seicento magistrati e avvocati dello stato in pensione pagati per procedimento, a cottimo. Un rimedio costosissimo, atteso che il novello giudice viene retribuito con € 200 a sentenza.

Lo Stato risparmierebbe milioni di euro aumentando invece le competenze del giudice di pace, come da noi proposto. Invero a tale magistrato viene corrisposto un compenso di € 50 circa per ciascuna sentenza ed il giudizio dura in media meno di un anno, nel rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo.

 

                                                                                                             Il Presidente

                                                                                                           Vincenzo Crasto