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16.09.08 - Civile, la zavorra impugnazioni - Giustizia. Uno studio di Bankitalia boccia gli effetti delle riforme anni 90 -

Scritto da La Redazione on . Postato in News Legislative

Nonostante una disciplina delle impugnazioni tra le più stringenti in Europa, che dovrebbe scoraggiare tattiche dilatorie e definizioni delle cause a distanza di lustri, l’Italia resta fanalino di coda per la durata media dei procedimenti civili. Nel 2005, ultimo dato disponibile, per una sentenza definitiva nei tre gradi servivano 3175 giorni, 78 in più che nel 1994.  
L’analisi di Banca d’Italia (Quaderni di ricerca giuridica) sull’efficienza del sistema civilistico boccia, quasi senza appello, gli sforzi fatti negli anni 90 per velocizzare le liti private e dare competitività al servizio giustizia.
Per avere un’idea dell’inefficienza, basti pensare che in Svezia occorre un anno e un mese per una pronuncia definitiva nel merito, in Spagna 413 giorni, in Francia (dove la struttura giudiziaria è molto simile alla nostra) 705 giorni e in Germania 738. Le ragioni del fallimento delle riforme sarebbero molteplici, secondo i ricercatori di Banca d’Italia, ma una buona parte riguardano l’inefficienza organizzativa di molti distretti — come si evince dall’analisi comparata dei risultati su base regionale — e anche comportamenti dei giudici superiori poco orientati all’uniformità del sistema. L’atteggiamento dei magistrati d’appello, spesso più propensi a Cimentarsi in interpretazioni originali che a ottenere un risultato di certezza giuridica» e della Cassazione, con i frequenti contrasti tra sezioni, determinerebbero l’inflazione delle impugnazioni, anche perchè il ribaltamento delle decisioni, in Italia, si dimostra la regola. Basti osservare, a questo proposito, le statistiche dei reversal rates che da noi (anno 2001) avevano raggiunto quasi la metà dei ricorsi in appello (44,35% di sentenze rovesciate), contro il 22,28% délla Francia.
A pesare su queste dinamiche, che rendono l’Italia un caso atipico in Europa, sarebbe anche il sistema di promozione dei “ruoli aperti’» dei magistrati: dal prestigio del giudice, raggiunto ton sentenze “innovative»’,dipende la probabilità di essere assegnato a funzioni o sedi più interessanti, o soprattutto, a ottenere incarichi extragiudiziali. E che l’efficienza dipenda dall’organizzazione degli uffici si evince dalla tabella di produttività dei distretti di Corte d’appello» davvero molto poco omogenea: si va dai 349 giorni per sentenza di Bolzano ai 2815 giorni di Reggio Calabria» con una media nazionale di poco superiore ai mille. Tabella, tra l’altro, non direttamente proporzionale ai carichi di lavoro: è un problema di produttività tout court.
Alessandro Gallniberti 
 

Crono in Europa 
 
Durata media primo grado.
In Danimarca bastano 113 giorni per una sentenza nel merito, in Spagna 239, in Francia 246; in Italia servono 494 giorni (tribunale) o 223 (giudice di pace) 
 
Durata media dell’appello.
In Polonia in due mesi si arriva a sentenza,in Francia servono 15 mesi, in Germania si sale a 825 giorni, in Italia a 875
 Processo all’italiana. Nel 1994 servivano 3075 giorni per la sentenza definitiva, nel 2005, nonostante le riforme, 3175   

Fonte: Il Sole24Ore