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17.01.2011. - Da oggi al 28 gennaio Scioperano i Giudici di Pace, terno al lotto per le udienze -

Scritto da La Redazione on . Postato in News Legislative

Da oggi al 28 gennaio ricorsi «congelati» per sciopero. Incrociano le braccia i giudici di pace, e in città - oltre che nel resto d’Italia - l’adesione alla protesta indetta dal sindacato delle toghe onorarie sarà massiccia. Il presidente dei giudici di pace a Milano, Vito Dattolico, per limitare l’effetto-sorpresa e quindi i disagi ai cittadini ha invitato chi ha intende scioperare a fissare e comunicare il rinvio delle udienze alle parti coinvolte prima che lo scoprano in sede, e sembra che il 60-70% dei casi siano già slittati. L’Unione nazionale dei giudici di pace (Unagipa), registrando ieri le prime conferme all’agitazione provenienti da Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Calabria, Puglia, Campania, Sardegna e Sicilia, ha anticipato una forte adesione. Come sottolinea in una nota il presidente Gabriele Longo, le toghe onorarie chiedono la regolarizzazione del loro rapporto di lavoro. Lo scorso giovedì c’era stato un incontro della categoria con il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, ma hanno ritenuto inadeguate le assicurazioni fornite sul riconoscimento della rinnovabilità dei mandati fino ai 75 anni di età, e non condivisibile la riforma del settore che il governo si accinge a presentare. Anche Dattolico ammette che prima di quell’incontro la partecipazione a Milano risultava ancora tiepida, poi è decisamente cresciuta fino al 60-70%.

Dura è stata la reazione di Caliendo dopo quel vertice. Nel confermare lo sciopero, ha sottolineato, «i giudici di pace non hanno tenuto conto della disponibilità del governo a rivedere alcuni punti della preannunciata riforma della magistratura onoraria». In particolare, afferma il sottosegretario alla Giustizia, sulla rinnovabilità dei mandati, sulle incompatibilità e sulla previdenza. «L’Unione nazionale giudici di pace sostiene che il testo della riforma sia lo stesso del 2009, ma non è così, ho dato loro forti garanzie» puntualizza.

 

Fonte: repubblica.it